Vista completa della scultura di Santa Croce della De Fauveau, restaurata nel 2012.

Vista completa della scultura di Santa Croce della De Fauveau, restaurata nel 2012.

La storia di un monumento

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Ispirato da Donatello e 'spaventato' dall'alluvione. I secoli che più hanno influenzato De Fauveau. Originariamente destinato alla cappella medicea di Santa Croce, il monumento (1854) fu invece collocato nei sotterranei dell'ex-oratorio della Compagnia della Maddalena in Santa Croce. Il 4 novembre 1966, la furia del fiume Arno sommerse il distretto di Santa Croce sotto 6,5 metri di acqua, fango e nafta, lasciandolo, come l’intera Firenze, in condizioni catastrofiche. Il capolavoro più famoso di De Fauveau è solo una delle migliaia d'opere d'arte gravemente danneggiate da 600.000 tonnellate di detriti galleggianti. La residenza del monumento negli ultimi cinquant'anni è stata la loggia superiore del primo chiostro della chiesa. Nel corso dei decenni, sebbene fosse stato restaurato nel 1990, la sua esposizione quotidiana agli elementi esterni causò irregolari scoloriture su parte della sua superficie. Durante il progetto di manutenzione di AWA nel 2012, in primo luogo la sporcizia è stata rimossa dalla superficie dei monumenti e dall'interno dei pori dei marmi. Successivamente, è stato usato una cera per ridurre la mancanza di umidità del marmo, effetto collaterale, permanente, della devastante inondazione. I restauratori hanno scoperto che i metodi scultorei di de Fauveau differivano da quelli dei suoi contemporanei, che copiavano Donatello. Lei usò scalpelli piatti e dentati per creare movimenti lineari e probabilmente imparò le sue tecniche di scultura grazie alla lavorazione di medaglioni.