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Il busto di Emilio Jesi, di Raphael Mafai, in mostra al Museo Novecento di Firenze
Una lettera di Raphael Mafai rivela il pensiero dell'artista nei riguardi delle mostre. Uno degli obiettivi principali di AWA è che l'arte delle donne sia esposta al pubblico. Questo è il motivo per cui siamo stati felicissimi quando il Ritratto di Emilio Jesi di Antonietta Raphael è stato posto in esposizione permanente dopo il restauro. Una lettera interessante che Antonietta Raphael scrisse a suo marito Mario Mafai il 17 marzo 1948 chiarisce il punto di vista dell'artista sul fatto di esporre pubblicamente le sue opere: "Non so se hai notato, caro, che quando un'artista ha concepito un'opera d'arte è pieno di gioia, la sua visione è gonfia quasi come se volesse scoppiare dentro di lui. Io addirittura canto quando ho un'idea d'una nuova opera; ma quando comincio a realizzarla, questi fantasmi scompaiono e l'opera va male, forse perché ha pudore di farsi vedere alla luce delle opinioni dei volgari. Perché un'IDEA d'un'artista è generalmente una parte intima di se stesso; è quasi una confessione. Per questo io temo tanto di esporre un lavoro mio, io tremo per loro, per il giudizio che dovranno subire. È inutile, Mario, una scultura fuori dallo studio mi fa triste, non so perché!"