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Félicie de Faveau ritratta nel 1829 da Ary Scheffer

Fèlicie de Fauveau

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Esponente dello stile troubadour, la De Faveau promosse il ritorno all’arte medievale. Nata in Toscana nel 1799, passò l’infanzia a Firenze prima di trasferirsi in Francia al culmine della Restaurazione, dove apprese l’arte della pittura e della scultura, ma anche l’araldica e l’archeologia. Supportata dalla duchessa di Berry, fu la prima donna ad esporre al Salon nel 1827, ispirando con le sue opere Alexandre Dumas e Stendhal. Orgogliosa legittimista, l’artista fu imprigionata ad Angers e poi esiliata dalla Francia per aver partecipato al movimento d’insurrezione monarchico del paese nel 1832. Costretta dalle autorità a smantellate il proprio atelier, raggiunse la madre a Firenze stabilendo un nuovo studio d’arte di successo in Via dei Serragli. Questo luogo ospita oggi opportunamente una scuola d’artigianato e di arti applicate. Precursora dei Preraffaelliti, la pittrice fu profondamente ispirata dai temi cristiani. Il suo monumento a Dante, terminato nel 1836, prefigurò la “Porta dell’Inferno” di Auguste Rodin.

Omaggio a Madame Anne de Faveau

La madre della De Faveau fu sua complice nella vita e musa ispiratrice di una delle sue opere migliori.

La fanciulla immortalata
 

Un gioiello nel chiostro di Santa Croce fonde nel marmo arte e poesia.
 

L’artista e il suo atelier
 

Il nostro convegno conferma che è l’atelier il luogo migliore per conoscere un artista.

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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