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Autoritratto di Adriana Pincherle al Gabinetto Vieusseux

Adriana Pincherle

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Adriana Pincherle sperimentava con passione utilizzando colori intensi e drammatici. L’artista romana nacque in una nota famiglia ebreo-cattolica e sposò il pittore Onofrio Martinelli che ebbe un ruolo importante nella sua vita artistica, pur mantenendo ognuno all’interno della coppia la propria spiccata individualità espressiva. L’opera della pittrice può essere vista al Gabinetto Vieusseux, un’istituzione unica della città di Firenze. L’amore della Pincherle per l’arte francese è evidente nei suoi primi lavori, il cui linguaggio è già maturo grazie al suo ricco e vibrante impasto materico. L’artista era particolarmente interessata all’esplorazione di se stessa, ritraendosi spesso in infiniti modi diversi. Negli ultimi decenni della sua carriera la Pincherle riscoprì gli interni domestici, un motivo spesso dipinto negli anni quaranta. Studiò ed amò visceralmente la pittura di Henri Matisse del quale rielaborò l’intensa cromia. La pittrice disse una volta: “La mia pittura è sempre stata figurativa, non realistica In questo senso mi sono sentita molto affine al movimento dell’Informale, che, fondamentalmente, ha spinto all’estremo la mia passione per il colore.”

Dodici autori, Con Amore

I ritratti restaurati della Pincherle omaggiano artisti contemporanei con vibranti pennellate di colore.

‘Arte e Memoria’

La mostra al Palmerino confronta e contrappone Adriana Pincherle ad Eloisa Pacini.

'Colori d’artista'

Una mostra a Palazzo Panciatichi in occasione del ventesimo anniversario della morte della Pincherle.

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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