Home >> Artiste >> Le restaurate “signore dell’alluvione” >> Tina Maselli dipinge l'Energia

Il grande “Camion” della Maselli nel laboratorio di restauro

L’ “Energia” dipinta da Tina Maselli

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"Un’imperatrice bizantina", così fu chiamata l’artista romana Tina Maselli. La pittrice (1924-2005) è nota per il suo amore per le scene metropolitane dal forte impatto compositivo, caratterizzate da grandi simboli iconici di velocità e modernità. “Voglio dipingere energia” ha detto una volta l’artista, che iniziò la sua attività dopo il 1945, avendo una prima personale alla Galleria dell’Obelisco di Roma nel 1948. Nel suo lavoro la Maselli dimostra una particolare fascinazione per oggetti casalinghi come il telefono, la macchina per scrivere o una bistecca. Vissuta a New York negli anni cinquanta, trasferisce sulla superficie dipinta la sua passione per la vita notturna metropolitana in scene che mostrano strade deserte e scorci di città in rovina. L’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, in un discorso commemorativo, ha trovato le migliori parole per definirla: “Era come un’imperatrice bizantina che non perdeva il ritmo elegante dei suoi gesti anche di fronte al faticoso tour de force delle tele gigantesche che spesso dipingeva.”

Un primo piano del “Camion” di Tina Maselli

“Camion”, dipinto nel 1967, è un’opera costituita da tre pannelli per una lunghezza complessiva di 4,5 metri che presenta i tre colori tipici della Maselli: nero, arancione e verde. Il restauro del dipinto ha riservato una bella sorpresa a Rossella Lari: “Un dipinto è un’entità fisiologica - spiega la restauratrice - “Il lavoro di Tina Maselli presentava delle gocce di colore ancora morbide, ancora fresche! Una cosa che non accade mai quando si lavora ad un’opera antica!”. Restaurato nel 2014 il dipinto sovradimensionale è visibile al Museo del Novecento di Firenze.
Lo sguardo di Greta Garbo visto di traverso durante il trattamento di conservazione

Lo sguardo di Greta Garbo visto di traverso durante il trattamento di conservazione

Grata Garbo, uno dei due contributi della Maselli alla città di Firenze, fu dipinto nel 1964 e rappresenta appieno lo stile di quet’esponente della Pop Art. Restaurato ed esposto al pubblico nel 2016 alla Mostra “Beyond Borders” al Museo del Novecento, ha ripreso il suo precedente posto nei depositi delle Collezioni Civiche Fiorentine.