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La restauratrice di AWA osserva concentrata l’opera astratta

Il “Rosso e Verde” di Carla Accardi

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Carla Accardi è la “grande dame” dell’Astrattismo italiano. La pittrice (1924-2014) è nota per il suo fondamentale apporto al riconoscimento dell’arte astratta in Italia. Le sue tele presentano una vera e propria scrittura pittorica in cui cromia e materiali usati producono un effetto di trasparenza tridimensionale. Utilizzando il sicofoil, un foglio di acetato di etilene trasparente, usato come imballaggio, l’artista produsse anche lavori simili a tende in cui il visitatore poteva letteralmente entrare. L’Accardi è stata per quasi 70 anni una figura dinamica di assoluto rilievo nella scena artistica internazionale, apparendo in mostre personali e collettive a Parigi, Mosca, Shanghai e New York. Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di diversi musei italiani. Il suo autoritratto, insieme a quelli di altre artiste internazionali come Vanessa Beecroft e Yayoi Kusama, è stato aggiunto alla Collezione degli Autoritratti del Corridoio Vasariano agli Uffizi nel 2010.

Partecipanti al soggiorno di AWA in visita al Museo del Novecento a Firenze

“Rosso e Verde”, una tela dipinta a tempera da Carla Accardi nel 1966, è un grande esempio di come l’artista siciliana fosse tornata al colore dopo un periodo in cui si era dedicata alla fotografia in bianco e nero. Restaurato da AWA nel 2014, il dipinto è da allora esposto al Museo del Novecento in Piazza Santa Maria Novella a Firenze. Commentando le sfide poste dall’opera per la sua conservazione, la restauratrice Rossella Lari ha così detto: “I colori dell’Accardi non sono quelli usuali, come ad esempio il pigmento rosa shocking che è stato applicato con uno spray. Impossibile riprodurlo!”