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La copia della “Madonna del Sacco” all’Accademia, dipinta dalla Duclos e restaurata da AWA

L’unica artista donna alla Galleria dell’Accademia.

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Il dipinto della Duclos si trova nella Sala dell’Ottocento fra le memorie di Canova e di Bartolini. Si tratta di una copia della “Madonna del Sacco” di Andrea del Sarto, un olio su tela della pittrice fiorentina appeso sopra la porta della sala. L’artista (1754-1795) ha insegnato ad altre donne e condotto la propria bottega d’arte. Copista di successo, ottenne il permesso di riprodurre 39 copie ad olio di originali conservati agli Uffizi, un lavoro svolto dal 1773 al 1793. La prima di queste copie fu portata a termine quando la pittrice aveva solo 19 anni. La Galleria degli Uffizi si dimostrò essere un luogo più liberale di altri musei, come ad esempio il Louvre. Agli Uffizi, infatti alle donne era permesso di copiare indisturbate gli originali nelle sale a loro riservate, senza una presenza maschile di controllo. In un mondo senza fotografia, gli artisti copisti avevano un ruolo fondamentale nella diffusione delle immagini e della loro commerciabilità grazie alle commissioni dei viaggiatori del Grand Tour. La stessa dinastia dei Medici, che governò Firenze dal 1434 al 1743, fu generosa e liberale nel proteggere gli artisti, sia uomini che donne. Secondi solo ai papi in termini di potere politico, i Medici hanno reso Firenze il luogo d’incontro privilegiato di artisti e pensatori rinomati, e la Duclos, erede e partecipe di questa tradizione, fu anche poetessa e partecipò ai salotti letterari fiorentini della sua epoca.

Un’artista al tempo dell’Illuminismo

Il convegno della Duclos ha messo in rilievo il ruolo della pittrice all’interno dell’Illuminismo.

Nuove scoperte sorprendenti
 

Come è riuscita la Duclos a salire in cima alla Chiesa della Santissima Annunziata per ricalcare un affresco?

Le artiste ringraziano i Medici
 

La Duclos è stata membro della prima Accademia di Disegno d’Europa, fondata a Firenze per volontà dei Medici.

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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