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Genni Mucchi

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Sempre politica, una scultrice di protesta, lotta... e speranza. Nata in Germania, la scultrice Genni Mucchi (1895-1969), trasse ispirazione per gran parte del suo lavoro dalla sua esperienza con gli sconvolgimenti politici colpirono l'Europa nella prima metà del 900. Fu costretta a fuggire da Berlino, sua dimora e luogo di nascita, per sfuggire ai crimini di odio antisemiti, non tornandovi fino al 1949. Nel 1933 sposò il suo secondo marito, l'artista Gabriele Mucchi, che era un sostenitore del Movimento Corrente. La coppia visse a Milano, dove Genni trovò ispirazione per i suoi monumenti antifascisti. Queste sculture sostengono la pesante influenza del suo riconosciuto ruolo di combattente per la libertà nella resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale. Genni fu premiata con la medaglia d'oro all'Esposizione Mondiale del 1937, a Parigi. Nel 1950 divenne un esponente del movimento del Realismo. Molte delle opere di Mucchi furono donate alle collezioni del Museo Civico di Firenze negli anni '60. Le sue opere più famose comprendono il Monumento ai Partigiani Caduti di Bologna, un santuario il cui ossario ospita i resti delle vittime del campo di concentramento di Gusen, in Austria. Oltre alla sua ampia arte partigiana, spesso dipingeva la condizione delle classi minori.