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Il “David e Betsabea” della Gentileschi a Palazzo Pitti

Un tesoro nascosto

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Non si saprà mai quanti sono i tesori nascosti a Pitti, splendida residenza fiorentina. Uno di essi è il “David e Betsabea” di Artemisia Gentileschi. Danneggiato da una condizione di deposito non adatta, la parte di dipinto raffigurante il volto e il corpo di Betsabea era in uno stato particolarmente grave. Col restauro si sono ottenute una maggiore leggibilità della composizione ed una stabilizzazione delle condizioni generali dell’opera, in particolare per quanto riguarda le numerose aree in cui mancava il materiale pittorico. Guidato dalla Direzione della Galleria Palatina, il lavoro di restauro è stato eseguito nel loro laboratorio fiorentino da un gruppo di tre donne, Elisabetta Codognato, Sandra Freschi e Nicola Ann Mac Gregor, che hanno quotidianamente fatto in modo di ricomporre l’immagine senza adottare tecniche invasive o giungere ad una ridipintura estesa delle parti mancanti. Loro scopo è stato evitare una ricostruzione alterante l’autenticità dell’opera originale. Proprio alla fine del restauro la Mac Gregor ha scoperto il coprotagonista del dipinto: la minuscola figura di David è tornata alla luce in un dipinto riportato alla sua dignità originale.