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Molte opere di artiste donne si trovano nei depositi dei musei. Uno scorcio del magazzino del Museo di San Salvi

Perché Firenze?

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Firenze, la mecca degli amanti dell’arte, ha un lato nascosto. Per cinque secoli la città è stata un luogo privilegiato per l’arte delle donne. Nel passato, infatti, la creatività femminile ha quasi ovunque incontrato molti ostacoli fra cui limiti sociali e accademici, che non consentivano fra l’altro alle donne di apprendere l’arte nei luoghi istituzionali adibiti ai soli uomini, nonché la mancanza del supporto legale che consentisse alle donne di svolgere la professione d’artista a livello imprenditoriale. All’interno del contesto italiano Firenze si era dotata di un ambiente artistico unico che coinvolgeva e supportava le donne artiste già dalla metà del Cinquecento. Furono molti i fattori che contribuirono a questo fenomeno originale: la presenza di un gran numero di pittrici monache, l’atteggiamento liberale dei Medici i cui artisti di corte erano sia uomini che donne, il mecenatismo su vasta scala dei nobili toscani che scelsero anche artiste donne come protégé e maestre d’arte, e il fatto che agli Uffizi anche alle donne fosse consentito di copiarne i capolavori. Grazie a queste condizioni favorevoli, attraverso i secoli, dal Rinascimento all’età barocca, fino ai tempi moderni, Firenze ha attratto molti talenti creativi femminili. Sono dunque molte le artiste che devono riprendere il loro ruolo legittimo all’interno della storia dell’arte di questa città, e centinaia le loro opere da esporre al pubblico nei musei. Il mondo sta aspettando di ritrovare questi capolavori ancora “invisibili”.

Il cortile degli Uffizi a Firenze