Il tipico motivo iconografico dell’Annunciazione

"Annunciazione" di Plautilla Nelli

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Plautilla Nelli poté diventare pittrice grazie al fatto di essere una monaca: solo così infatti era in grado di ricevere commissioni. Pur essendo una vera donna del Rinascimento, Nelli violò molte convenzioni del suo tempo. Nonostante non fosse soggetta a clausura stretta per la più parte della sua vita e potesse muoversi al di fuori del convento, non era autorizzata a fare schizzi e disegni dal vivo dei diversi tipi umani che incontrava per strada, come invece faceva Leonardo da Vinci. L’artista si faceva riconoscere come “pittrice” sia firmando alcuni dei suoi quadri che iscrivendosi come tale negli albi del convento. In questi ultimi, accanto al suo nome, sono iscritte le parole “pittora” o “madre pittora” (cioè pittrice responsabile della bottega del convento). Nella sua Ultima Cena Plautilla segue la tradizione di Frà Bartolomeo: “Orate pro Pictora”, pregate per la pittrice, è l’iscrizione che accompagna il suo nome sul dipinto.

Un “nuovo” dipinto nel “vecchio” Palazzo

Un nuovo dipinto dell’Annunciazione è stato attribuito a Plautilla Nelli.

Interrogativi aperti sulle “opere gemelle” di Plautilla Nelli

Nelli ha utilizzato gli stessi disegni per le sue “Annunciazioni gemelle”?

Indagini sui retroscena della storia…

Detta “virtuosa” dai suoi contemporanei, Nelli possedeva grande abilità tecnica.

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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