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Dettaglio della “Crocifissione” di Plautilla Nelli, 1570 ca.

La “Crocifissione“ di Plautilla Nelli

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L’eccezione alla regola. Fu grazie al suo stato di monaca che Plautilla Nelli poté diventare una vera artista e dipingere, prima fra le donne, una Crocifissione di grandi dimensioni. Si calcola che un terzo dell 37 artiste riconosciute in Italia nel ‘500 fossero suore domenicane come Plautilla, relegate però ad ambiti minori come opere di piccolo formato, creazioni di cartapesta e scopo devozionale, lavori preziosi di ricamo. Il convento di Suor Plautilla era noto ad esempio per la produzione di piccole sculture di terracotta. Anche le poche donne laiche dedite all’arte si dedicavano a soggetti “minori” come la pittura di nature morte (specie in Olanda) e la ritrattistica. Il fatto che la Nelli, da autodidatta!, osasse dipingere temi di grande importanza come le scene fondamentali dell’iconografia cristiana, è assolutamente straordinario. Solo nell’ambito della vita conventuale ciò fu possibile.

Un’interpretazione originale
 

Un altro tema classico dell’arte cristiana in cui Plautilla si è cimentata in modo originale.

Arte su commissione nei conventi femminili

Fu una donna all’interno del suo stesso convento che commissionò le opere a Plautilla Nelli.

Il corpo maschile dipinto
 

Fu forse osservando le sculture della chiesa di Santo Spirito che la Nelli comprese l’anatomia del corpo maschile.

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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