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“Ritratto di Maria van Oosterwyck”, di Wallerant Vaillant, 1671

Maria van Oosterwyck

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Come riuscì la Oosterwyck a rompere le consuetudini? Alle donne del suo tempo non era infatti permesso né l’accesso alle accademie d’arte né l’attività indipendente in un atelier d’artista. Pur non avendo un padre, uno zio o un marito artista, condizione indispensabile per molte donne artiste del passato per poter far parte di un mondo altrimenti ad esse precluso, la pittrice ebbe una famiglia i cui contatti la favorirono. La libertà con cui viaggiò e visse in diverse città dell’Olanda ha dello straordinario: lasciò il suo villaggio per trasferirsi a Delft dove la comunità artistica era in fermento, visse poi a Leida dove si esercitò nella pittura di nature morte, e dal 1660 fu apprendista ad Utrecht nello studio di Jan David de Heem, uno dei pittori più apprezzati nell’Europa del XVII secolo. Giunta infine ad Amsterdam nel 1666, lavorò dapprima come assistente nello studio di Willem van Aelst (1626-1687), futuro maestro di Rachel Ruysch, per poi aprire il proprio atelier sul lato opposto della strada in cui si trovava quello di lui.

Il restauro dell’opera “Frutta, fiori e insetti”

Cosa c’è da sapere su questo quadro?
 

Oosterwyck e Firenze
 

Qual è il legame fra Maria van Oosterwyck e Firenze?

Pittrice di successo
 

Una donna fortunata e di successo.
 

Dando voce ad artiste storiche, AWA salva e recupera la "metà nascosta" dell'arte di Firenze.

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