L’atrio di San Giovanni di Dio, un luogo ricco di storia

L’atrio di San Giovanni di Dio, un luogo ricco di storia

La peste allora e San Giovanni di Dio oggi

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Dal 1347 al 1665, la peste nera ha mietuto la vita di quasi 25 milioni di europei. Vari focolai della malattia avevano afflitto Firenze sin dal 1300. Il poeta rinascimentale Francesco Petrarca, era convinto che le generazioni future avrebbero trovato visto tale sofferenza come qualcosa di inconcepibile: "Oh felice posterità, che non sperimenterà un dolore così abissale e considererà la nostra testimonianza come una favola." L'Ordine Ospedaliero che ha aderito agli insegnamenti del santo portoghese, Giovanni di Dio (1495–1550), è stato al servizio delle vittime di peste e di altre persone colpite dalla malattia, a Firenze. (Oggi, i membri di questo ordine continuano a prendersi cura dei poveri e degli ammalati in 53 paesi del mondo.) Nel 1700 l'ospedale San Giovanni di Dio di Firenze fu sottoposto a delle ristrutturazioni e inglobò l'abitazione privata adiacente, dove alcuni secoli prima nacque l'esploratore Amerigo Vespucci. Il suo atrio, dotato di una magnifica scalinata, fu creato nel 1735, nel periodo in cui San Giovanni di Dio veniva canonizzato. Gli affreschi della volta furono in parte dipinti da Vincenzo Meucci, maestro di Violante Ferroni.